lunedì 29 ottobre 2007

Omaggio al Dogui


E' morto per un ictus il grande Guido Nicheli attore di molte commedie italiane tra la fine degli anni 70 fino ad oggi (l'ultima interpretazione in Vita Smeralda di Jerry Calà); i suoi baffi, la sua stempiatura, il suo parlare forbito e il suo stile elegantemente yuppie rimarranno nell'immaginario collettivo di tutti noi delineando un uomo che pur non essendo protagonista di pellicole e telefilm da lui interpretati riusciva a rimanere impresso grazie a quel personaggio, l'imprenditore milanese che che lo ha reso una star nostrana e che chiamarlo macchietta è riduttivo, di lui ricordiamo ovviamente l'indimenticato Zampetti dei Ragazzi della 3a C, imprenditore di un salumificio sempre a caccia di nuovi business (il calcio, il cinema, la pubblicità) e perennemente in lotta di classe con i proletari della famiglia Sacchi. se ho continuato ad amare un certo tipo di commedie all'italiana è soprattutto grazie al suo carisma ed alle sue battute venate di sarcasmo ma mai banali. Il marzo scorso ho avuto la fortuna di parlare per pochi minuti al Mitico di R101 quale fortunato ascoltatore e fan della serie I Ragazzi della 3a C... un momento incredibile e irripetibile dove l'emozione ha preso il sopravvento e forse Guido dei 2 era il piu' emozionato nel sentire che un ex ''sbarbato'' come li chiamava lui conosceva cosi' bene le sue battute piu' celebri, pur essendo un 84...io pero' mi ritengo la regola e non solo l'eccezione di una miriade di fan che oggi come me avranno un mito in meno ma molti bei ricordi in piu'...
Ciao Dogui grazie di tutto.A.M.

in omaggio al grande guido:





domenica 21 ottobre 2007

l'immagine...


(da Il Corriere della Sera) Scandalo? Opera d'Arte? Secondo me l'ennesima marchettata della serie ''come avere cinque minuti di gloria''....tema dominante della cultura italiana di oggi.A.M.

I Diari della Motocicletta


Ho appena finito di guardare il film ''I diari della motocicletta'', splendido quanto malinconico ritratto della giovinezza di Ernesto Guevara della Serna durante la sua incredibile avventura attraverso il sud America, dalla Terra del Fuoco alla Colombia, viaggio che lo trasformerà dall'interno e lo farà diventare il ''Che'', simbolo della libertà per Cuba come per tutto il continente.
Questo viaggio in compagnia dell'amico Alberto Granado comincia a bordo di una motocicletta che li seguirà fino ad esalare l'ultimo respiro dopodichè i due ragazzi se la sbrigheranno alla meglio con ogni tipo di trasporto. Come poi dirà alla fine del film il giovane Guevara questa non è certo una avventura epica ed eroica quanto una piccola parte del tragitto della vita di 2 persone, tragitto che viene raccontato passo passo nel diario del futuro leader e dove viene raccontata tutta la sofferenza osservata tra i vari popoli del sud America, dallo sfruttamento delle risorse umane da parte del capitalismo in Cile alla repressione dei comunisti ai lebbrosi del campo di San Paolo. Esulando dalla bellezza del film in se, al di sopra di qualsiasi pensiero politico ma incentrato su ideali puri, un particolare mi ha particolarmente colpito: Guevara soffriva di asma, durante una conversazione con una lebbrosa le racconta che per questo motivo è stato scartato dalla leva ed ha intrapreso l'università di medicina, ecco un particolare ''insignificante'' come questo ha fatto si che Guevara compisse questo viaggio di formazione e la storia abbia seguito il suo corso, il destino si può leggere anche così.A.M.


mercoledì 17 ottobre 2007

Dexter-Il mondo attraverso gli occhi di un serial killer

Giovedi' scorso è cominciata in seconda serata una nuova serie sul canale Fox Crime, il protagonista è Dexter (Michael C.Hall) ragazzo un po' introverso che lavora nella scientifica di Miami, fin qui tutto ok e potrebbe sembrare che la serie sia l'ennesima trovata per attingere all'onda del successo dei vari CSI (che ormai va scemando), ebbene no! C'e' un piccolo grande particolare che posiziona questo telefilm fuori da ogni schema: il protagonista da onesto lavoratore diurno quando cala l'oscurità diventa un implacabile serial killer. Ho visto la prima puntata e l'ho trovata superba, tranne forse che per i flashback del padre adottivo, necessari per capire da dove derivano le manie di morte del ragazzo ma un po' melensi e che scimmiottano non poco i dialoghi tra lo zio Ben e Peter Parker nel primo capitolo di Spiderman, chiusa questa parentesi ci si tuffa a capofitto in una Miami dark e Tarantiniana popolata di assassini seriali, prostitute e pedofili dove Dexter vive la propria ''vita normale'' con la sorella poliziotta che tenta inutilmente di farsi notare dai superiori e frequentando una timida ragazza madre timorosa del sesso a causa di precedenti violenze. La notte di Miami cambia tutto e Dexter come un vampiro va in caccia di sangue, non di vittime innocenti sia ben chiaro ma degli stessi assassini su cui indaga durante la giornata ai quali non riserva certamente trattamenti di favore...questa è la sua ''missione'' commissionata dal padre adottivo con il nome di ''Codice di Harry'' per far si di incanalare la violenza del figlio non contro animali indifesi ma contro persone bieche e senza scrupoli, le quali diventano per Dexter niente di piu' di un cimelio da collezione. Il telefilm susciterà sicuramente scalpore ma vista l'evoluzione nell'ultimo decennio del thriller televisivo (da CSI a NCIS, da OZ a Prison Break passando per The Shield) a mio modesto parere sembrava inevitabile che prima o poi venisse tracciato un quadro del mondo visto dagli occhi di un assassino, un assassino giustiziere che per questo ci risulta umano e al tempo stesso ci reca disgusto, illustrandoci pero' un'altra piccola sfaccettatura della parola morte. A.M.

la controversa sigla della prima stagione di Dexter:






Mi ritorni in mente...

Come primo post volevo allegare il video di quella che è diventata la mia canzone rock preferita, parlo di ''what the frequency Kenneth?'' dei Rem, molti diranno bella scoperta ma per mia sfiga (o fortuna) l'ho scoperta solo ora in un periodo di evidente piattume musicale, dove di novità ce ne sono sempre meno e i Rem data la mia età (sono un '84) ho imparato a scoprirli solo nel loro ultimo periodo artistico ovvero da Reveal e Around the Sun ottimi album nulla da dire ma rispetto alla freschezza e all'impatto di album come Green ed Out Of Time non c'e' proprio paragone e si ha la sensazione che rispetto a questi album la musica non sia piu' il primo pensiero nella mente dei 3 artisti (specialmente in quella di Stipe) quindi chiudo confidando molto nel live uscito in questi giorni per vedere se qualcosa si è mosso e sperando che video come questi non rimangano solo sfocati ricordi per nostalgici.

martedì 16 ottobre 2007